Attraverso l’analisi dell’ acqua, ovvero la sua composizione chimica, emerge la potabilità o meno della stessa. L’ente erogatore solitamente garantisce la qualità dell’acqua dall’acquedotto al contatore ma non da quest’ultimo fino al rubinetto ed in questo breve percorso possono intercorrere una serie di fattori che ne compromettono l’affidabilità, come semplicemente vecchie tubazioni.

TIPOLOGIE DI ANALISI 

Le analisi da condurre sono sia di tipo chimico che microbiologico. Questi sono gli unici parametri da prendere in considerazione poiché altre caratteristiche, magari più evidenti, come la limpidezza o il gusto, potrebbero non essere sufficienti ad escludere una contaminazione.

Per analisi di tipo chimico si intendono le analisi volte a rintracciare tutti quei composti organici che si trovano sia naturalmente che per produzione dell’uomo all’interno delle acque. Ad oggi la scienza ne riconosce diversi milioni di cui alcuni tossici e addirittura cancerogeni. L’elenco viene aggiornato costantemente ed è per questo importante rilevarne l’eventuale presenza e la successiva debellazione.

Per quanto riguarda invece le analisi di tipo microbiologico ci si riferisce alle analisi condotte sui microrganismi che popolano le acque. In seguito ad un’ingestione alcune specie possono arrecare danni alla persona come Gastroenteriti o Epatiti.

PREVENZIONE

Non basta quindi una sorgente dislocata dal tessuto urbano o un pozzo profondo a garantire la purezza dell’acqua poiché ciò che la attacca non è sempre rintracciabile ad occhio nudo.

Occorre dunque un controllo periodico e specifico ed eventuali interventi per garantire un’effettiva potabilità.